Vuelta a España 2025, Elia Viviani vicinissimo al successo: “Quando c’è uno come Philipsen sai che non è mai finita fino all’arrivo” – La giuria poi gli toglie il secondo posto
Elia Viviani è andato vicino al ritorno al successo in un Grande Giro. Il velocista veronese, 36 anni, è stato infatti superato da Jasper Philipsen solo negli ultimi metri dell’ottava tappa della Vuelta a España 2025; l’arrivo a Zaragoza ha detto quindi bene al belga, mentre l’italiano ha dovuto accontentarsi di un secondo posto che è comunque un risultato più che rispettabile, oltre che significativo per la squadra. La soddisfazione però è durata poco, dato che la giuria ha deciso per il declassamento di Viviani, per via della traiettoria tenuta durante la volata.
“Fa male, guardi la linea davanti a te e senti che è sempre più vicina, ma poi… – il commento di Viviani pochi minuti dopo l’arrivo, quindi ancor prima dell’ufficialità del declassamento – Quando c’è in corsa un corridore come Philipsen, sai che non è mai finita finché non tagli il traguardo. Abbiamo perso un’occasione e mi dispiace ancora di più per il lavoro della squadra; sono stati straordinari, mettendomi in posizione perfetta. Poi, c’è stata un po’ di confusione al momento di partire e non avevo chiaro se dovessi uscire a sinistra o a destra, dove poi sono andato. Ovviamente, quando rivedi una volata così, poi noti cento modi per farla diversamente e magari vincere, ma sul momento ho avuto quella sensazione e sono andato di là”.
Viviani aggiunge: “Quando ho sentito Jasper strillare dietro di me, sicuramente non volevo chiuderlo – le parole del veronese – Non è così che voglio vincere. Peccato, ci siamo andati vicini. Speriamo di riuscire a fare qualche altra volata nell’ultima settimana. Dobbiamo restare positivi e concentrarci sul grande lavoro della squadra. Davvero, non avrei potuto chiedere di più”.
Per il campione azzurro, la Vuelta si conferma una corsa dura, ma stimolante: “Sono felice di essere qui – il suo pensiero – Anche se soffro molto ovviamente in salita. Ma quando vai così vicino a vincere una tappa, vuol dire che a 36 anni sei ancora un atleta serio, che può giocarsela con i migliori al mondo. Peccato non essere riuscito a concretizzare il lavoro dei miei compagni, ma il ciclismo è così”. Poco dopo quest’intervista, come detto, è arrivata l’ufficialità del declassamento del corridore italiano.
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